Norme segnaletica di sicurezza

Norme sulla segnaletica di sicurezza

CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI

.Lgs. 14 agosto 1996 n. 493 è stato abrogato e sostituito con gli art. 161 – 162 – 163 – 164 del D.Lgs. n.° 81 del 09 Aprile 2008

D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

TITOLO V – SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

N° 2 CAPI – N° 6 articoli (da art. 161 a art. 166)

N° 4 articoli (da art. 161 a art. 164)

Articolo 161 – Campo di applicazione

1. Il presente titolo stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro.
2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alla segnaletica impiegata per regolare il traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo ed aereo.

Articolo 162 – Definizioni

1. Ai fini del presente titolo si intende per:
a) segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, di seguito indicata “segnaletica di sicurezza”: una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale;
b) segnale di divieto: un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo;
c) segnale di avvertimento: un segnale che avverte di un rischio o pericolo;
d) segnale di prescrizione: un segnale che prescrive un determinato comportamento;
e) segnale di salvataggio o di soccorso: un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio;
f) segnale di informazione: un segnale che fornisce indicazioni diverse da quelle specificate alle lettere da b) ad e);
g) cartello: un segnale che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, fornisce una indicazione determinata, la cui visibilità è garantita da una illuminazione di intensita’ sufficiente;
h) cartello supplementare: un cartello impiegato assieme ad un cartello del tipo indicato alla lettera g) e che fornisce indicazioni complementari;
i) colore di sicurezza: un colore al quale e’ assegnato un significato determinato;
l) simbolo o pittogramma: un’immagine che rappresenta una situazione o che prescrive un determinato comportamento, impiegata su un cartello o su una superficie luminosa;
m) segnale luminoso: un segnale emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semitrasparente, che e’ illuminato dall’interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa;
n) segnale acustico: un segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale;
o) comunicazione verbale: un messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di sintesi vocale;
p) segnale gestuale: un movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per guidare persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i lavoratori.

Articolo 163 – Obblighi del datore di lavoro

1. Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all’articolo 28, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati da ALLEGATO XXIV a ALLEGATO XXXII.

2. Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio non considerate negli allegati XXIV a XXXII, il datore di lavoro, anche in riferimento alle norme di buona tecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica.

3. Il datore di lavoro, per regolare il traffico all’interno dell’impresa o dell’unita’ produttiva, fa ricorso, se del caso, alla segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo o aereo, fatto salvo quanto previsto nell’ ALLEGATO XXVIII.

Articolo 164 – Informazione e formazione

1. Il datore di lavoro provvede affinché:
a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e i lavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all’interno dell’impresa ovvero dell’unita’ produttiva;
b) i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma di istruzioni precise, che deve avere per oggetto specialmente il significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l’uso di gesti o di parole, nonché i comportamenti generali e specifici da seguire.

CAPO II – SANZIONI

N° 2 articoli (da art. 165 a art. 166)

Articolo 165 – Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente

1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:
a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 10.000 euro per la violazione degli articoli 163 e 164, comma 1, lettera b);
b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.500 euro per la violazione dell’articolo 164, comma 1, lettera a).

Articolo 166 – Sanzioni a carico del preposto

1. Il preposto è punito nei limiti dell’attività alla quale è tenuto in osservanza degli obblighi generali di cui all’articolo 19:
a) con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.200 euro per la violazione dell’articolo 163;
b) con l’arresto fino ad un mese o con l’ammenda da 150 a 600 euro per la violazione dell’articolo 164, comma 1, lettera a).

ALLEGATO XXIV

PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA

1. CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

1.1. La segnaletica di sicurezza deve essere conforme ai requisiti specifici che figurano negli allegati da XXV a XXXII.
1.2. Il presente allegato stabilisce tali requisiti, descrive le diverse utilizzazioni delle segnaletiche di sicurezza ed enuncia norme generali sull’intercambiabilita’ o complementarita’ di tali segnaletiche.
1.3. Le segnaletiche di sicurezza devono essere utilizzate solo per trasmettere il messaggio o l’informazione precisati all’articolo 148, comma 1.

2. MODI DI SEGNALAZIONE

2.1. Segnalazione permanente

2.1.1. La segnaletica che si riferisce a un divieto, un avvertimento o un obbligo ed altresi’ quella che serve ad indicare l’ubicazione e ad identificare i mezzi di salvataggio o di pronto soccorso deve essere di tipo permanente e costituita da cartelli.
La segnaletica destinata ad indicare l’ubicazione e ad identificare i materiali e le attrezzature antincendio deve essere di tipo permanente e costituita da cartelli o da un colore di sicurezza.
2.1.2. La segnaletica su contenitori e tubazioni deve essere del tipo previsto nell’allegato XXVI.
2.1.3. La segnaletica per i rischi di urto contro ostacoli e di caduta delle persone deve essere di tipo permanente e costituita da un colore di sicurezza o da cartelli.
2.1.4. La segnaletica delle vie di circolazione deve essere di tipo permanente e costituita da un colore di sicurezza.

2.2. Segnalazione occasionale

2.2.1. La segnaletica di pericoli, la chiamata di persone per un’azione specifica e lo sgombero urgente delle persone devono essere fatti in modo occasionale e, tenuto conto del principio dell’intercambiabilita’ e complementarita’ previsto al paragrafo 3, per mezzo di segnali luminosi, acustici o di comunicazioni verbali.
2.2.2. La guida delle persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo deve essere fatta in modo occasionale per mezzo di segnali gestuali o comunicazioni verbali.

3. INTERCAMBIABILITA’ E COMPLEMENTARITA’ DELLA SEGNALETICA

3.1. A parita’ di efficacia e a condizione che si provveda ad una azione specifica di informazione e formazione al riguardo, e’ ammessa liberta’ di scelta fra: – un colore di sicurezza o un cartello, per segnalare un rischio di inciampo o caduta con dislivello; – segnali luminosi, segnali acustici o comunicazione verbale; – segnali gestuali o comunicazione verbale.
3.2. Determinate modalita’ di segnalazione possono essere utilizzate assieme, nelle combinazioni specificate di seguito: – segnali luminosi e segnali acustici; – segnali luminosi e comunicazione verbale; – segnali gestuali e comunicazione verbale.

4. COLORI DI SICUREZZA

4.1. Le indicazioni della tabella che segue si applicano a tutte le segnalazioni per le quali e’ previsto l’uso di un colore di sicurezza.
Colore
Significato o scopo
Indicazioni e precisazioni
Rosso Segnali di divieto Atteggiamenti pericolosi
Pericolo – allarme Alt, arresto, dispositivi di interruzione d’emergenza Sgombero
Materiali e attrezzature antincendio Identificazione e ubicazione
Giallo o Giallo-arancio Segnali di avvertimento Attenzione, cautela Verifica
Azzurro Segnali di prescrizione Comportamento o azione specifica – obbligo di portare un mezzo di sicurezza personale
Verde Segnali di salvataggio o di soccorso Porte, uscite, percorsi, materiali, postazioni, locali
Situazione di sicurezza Ritorno alla normalita’

5. L’efficacia della segnaletica non deve essere compromessa da:
5.1. presenza di altra segnaletica o di altra fonte emittente dello stesso tipo che turbino la visibilita’ o l’udibilita’; cio’ comporta, in particolare, la necessita’ di:

5.1.1. evitare di disporre un numero eccessivo di cartelli troppo vicini gli uni agli altri;
5.1.2. non utilizzare contemporaneamente due segnali luminosi che possano confondersi;
5.1.3. non utilizzare un segnale luminoso nelle vicinanze di un’altra emissione luminosa poco distinta;
5.1.4. non utilizzare contemporaneamente due segnali sonori;
5.1.5. non utilizzare un segnale sonoro se il rumore di fondo e’ troppo intenso;

5.2. cattiva progettazione, numero insufficiente, ubicazione irrazionale, cattivo stato o cattivo funzionamento dei mezzi o dei dispositivi di segnalazione.

6. I mezzi e i dispositivi segnaletici devono, a seconda dei casi, essere regolarmente puliti, sottoposti a manutenzione, controllati e riparati e, se necessario, sostituiti, affinche’ conservino le loro proprieta’ intrinseche o di funzionamento.

7. Il numero e l’ubicazione dei mezzi o dei dispositivi segnaletici da sistemare e’ in funzione dell’entita’ dei rischi, dei pericoli o delle dimensioni dell’area da coprire. Per i segnali il cui funzionamento richiede una fonte di energia, deve essere garantita un’alimentazione di emergenza nell’eventualita’ di un’interruzione di tale energia, tranne nel caso in cui il rischio venga meno con l’interruzione stessa.

9. Un segnale luminoso o sonoro indica, col suo avviamento, l’inizio di un’azione che si richiede di effettuare; esso deve avere una durata pari a quella richiesta dall’azione.
I segnali luminosi o acustici devono essere reinseriti immediatamente dopo ogni utilizzazione.

10. Le segnalazioni luminose ed acustiche devono essere sottoposte ad una verifica del buon funzionamento e dell’efficacia reale prima di essere messe in servizio e, in seguito, con periodicita’ sufficiente.

11. Qualora i lavoratori interessati presentino limitazioni delle capacita’ uditive o visive, eventualmente a causa dell’uso di mezzi di protezione personale, devono essere adottate adeguate misure supplementari o sostitutive.

12. Le zone, i locali o gli spazi utilizzati per il deposito di quantitativi notevoli di sostanze o preparati pericolosi devono essere segnalati con un cartello di avvertimento appropriato, conformemente all’allegato II, punto 3.2, o indicati conformemente all’allegato III, punto 1, tranne nel caso in cui l’etichettatura dei diversi imballaggi o recipienti stessi sia sufficiente a tale scopo.

ALLEGATO XXV

PRESCRIZIONI GENERALI PER I CARTELLI SEGNALETICI

1. Caratteristiche intrinseche

1.1. Forma e colori dei cartelli da impiegare sono definiti al punto 3, in funzione del loro oggetto specifico (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio).
1.2. I pittogrammi devono essere il piu’ possibile semplici, con omissione dei particolari di difficile comprensione.
1.3. I pittogrammi utilizzati potranno differire leggermente dalle figure riportate al punto 3 o presentare rispetto ad esse un maggior numero di particolari, purche’ il significato sia equivalente e non sia reso equivoco da alcuno degli adattamenti o delle modifiche apportati.
1.4. I cartelli devono essere costituiti di materiale il piu’ possibile resistente agli urti, alle intemperie ed alle aggressioni dei fattori ambientali.
1.5. Le dimensioni e le proprieta’ colorimetriche e fotometriche dei cartelli devono essere tali da garantirne una buona visibilita’ e comprensione.
1.5.1. Per le dimensioni si raccomanda di osservare la seguente formula: A > L2/2000
Ove A rappresenta la superficie del cartello espressa in m2 ed L e’ la distanza, misurata in metri, alla quale il cartello deve essere ancora riconoscibile. La formula e’ applicabile fino ad una distanza di circa 50 metri.
1.5.2. Per le caratteristiche cromatiche e fotometriche dei materiali si rinvia alla normativa di buona tecnica dell’UNI.

2. Condizioni d’impiego

2.1. I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un’altezza e in una posizione appropriata rispetto all’angolo di visuale, all’ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico ovvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell’oggetto che s’intende segnalare e in un posto bene illuminato e facilmente accessibile e visibile.
Ferme restando le disposizioni del decreto legislativo 626/1994, in caso di cattiva illuminazione naturale sara’ opportuno utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale.

2.2. Il cartello va rimosso quando non sussiste piu’ la situazione che ne giustificava la presenza.

3. Cartelli da utilizzare

3.1. Cartelli di divieto – Caratteristiche intrinseche:

– forma rotonda,
– pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un’inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello).

 

3.2. Cartelli di avvertimento – Caratteristiche intrinseche:

– forma triangolare,
– pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).

 

 

3.3. Cartelli di prescrizione – Caratteristiche intrinseche:

– forma rotonda,
– pittogramma bianco su fondo azzurro (l’azzurro deve coprire almeno il 50% della
superficie del cartello).

3.4. Cartelli di salvataggio – Caratteristiche intrinseche:

– forma quadrata o rettangolare,
– pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve coprire almeno il 50% della superficie
del cartello).

 

3.5. Cartelli per le attrezzature antincendio – Caratteristiche intrinseche:

– forma quadrata o rettangolare,
– pittogramma bianco su fondo rosso (il rosso deve coprire almeno il 50% della superficie
del cartello).

ALLEGATO XXVI

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DEI CONTENITORI E DELLE TUBAZIONI

1. I recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro e contenenti sostanze o preparati pericolosi di cui alla legge 29 maggio 1974, n.256, e al decreto ministeriale 28 gennaio 1992 e successive modifiche ed integrazioni, i recipienti utilizzati per il magazzinaggio di tali sostanze o preparati pericolosi nonche’ le tubazioni visibili che servono a contenere o a trasportare dette sostanze o preparati pericolosi, vanno muniti dell’etichettatura (pittogramma o simbolo sul colore di fondo) prevista dalle disposizioni citate.

Il primo comma non si applica ai recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro per una breve durata ne’ a quelli il cui contenuto cambia frequentemente, a condizione che si prendano provvedimenti alternativi idonei, in particolare azioni di informazione o di formazione, che garantiscano un livello identico di protezione.

L’etichettatura di cui al primo comma puo’ essere:

  • sostituita da cartelli di avvertimento previsti all’allegato II che riportino lo stesso pittogramma o simbolo;
  • completata da ulteriori informazioni, quali il nome o la formula della sostanza o del preparato pericoloso, e da dettagli sui rischi connessi;
  • completata o sostituita, per quanto riguarda il trasporto di recipienti sul luogo di lavoro, da cartelli utilizzati a livello comunitario per il trasporto di sostanze o preparati pericolosi.

2. La segnaletica di cui sopra deve essere applicata come segue:

  • sul lato visibile o sui lati visibili;

  • in forma rigida, autoadesiva o verniciata.

3. Al’etichettatura di cui al punto 1 che precede si applicano, se del caso, i criteri in materia di caratteristiche intrinseche previsti all’allegato II, punto 1.4 e le condizioni di impiego all’allegato II, punto 2, riguardanti i cartelli di segnalazione.

4. L’etichettatura utilizzata sulle tubazioni deve essere applicata, fatte salvi i punti 1, 2 e 3, in modo visibile vicino ai punti che presentano maggiore pericolo, quali valvole e punti di raccordo, e deve comparire ripetute volte.

5. Le aree, i locali o i settori utilizzati per il deposito di sostanze o preparati pericolosi in quantita’ ingenti devono essere segnalati con un cartello di avvertimento appropriato scelto tra quelli elencati nell’allegato II, punto 3.2 o essere identificati conformemente all’allegato III, punto 1, a meno che l’etichettattuta dei vari imballaggi o recipienti sia sufficiente a tale scopo, in funzione dell’allegato II, punto 1.5 relativo alle dimensioni.

Il deposito di un certo quantitativo di sostanze o preparati pericolosi puo’ essere indicato con il cartello di avvertimento “pericolo generico”.

I cartelli o l’etichettatura di cui sopra vanno applicati, secondo il caso, nei pressi dell’area di magazzinaggio o sulla porta di accesso al locale di magazzinaggio.

ALLEGATO XXVII

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DESTINATA AD IDENTIFICARE E AD INDICARE L’UBICAZIONE DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO

1. Premessa
Il presente allegato si applica alle attrezzature destinate in via esclusiva alla lotta antincendio.

2. Le attrezzature antincendio devono essere identificate mediante apposita colorazione ed un cartello indicante la loro ubicazione o mediante colorazione delle posizioni in cui sono sistemate o degli accessi a tali posizioni.

3. Il colore d’identificazione di queste attrezzature e’ il rosso.
La superficie in rosso dovra’ avere ampiezza sufficiente per consentire un’agevole identificazione.

4. I cartelli descritti all’allegato II, punto 3.5 devono essere utilizzati per indicare l’ubicazione delle attrezzature in questione.

ALLEGATO XXVIII

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALAZIONE DI OSTACOLI E DI PUNTI DI PERICOLO E PER LA SEGNALAZIONE DELLE VIE DI CIRCOLAZIONE

1. Segnalazione di ostacoli e di punti di pericolo

1.1. Per segnalare i rischi di urto contro ostacoli, di cadute di oggetti e di caduta da parte delle persone entro il perimetro delle aree edificate dell’impresa cui i lavoratori hanno accesso nel corso del lavoro, si usa il giallo alternato al nero ovvero il rosso alternato al bianco.
1.2. Le dimensioni della segnalazione andranno commisurate alle dimensioni dell’ostacolo o del punto pericoloso che s’intende segnalare.
1.3. Le sbarre gialle e nere ovvero rosse e bianche dovranno avere un’inclinazione di circa 45 e dimensioni piu’ o meno uguali fra loro.
1.4. Esempio:

2. Segnalazione delle vie di circolazione

2.1. Qualora l’uso e l’attrezzatura dei locali lo rendano necessario per la tutela dei lavoratori, le vie di circolazione dei veicoli devono essere chiaramente segnalate con strisce con- tinue di colore ben visibile, preferibilmente bianco o giallo, in rapporto al colore del pavimento.
2.2. L’ubicazione delle strisce dovra’ tenere conto delle distanze di sicurezza necessarie tra i veicoli che possono circolare e tutto cio’ che puo’ trovarsi nelle loro vicinanze nonche’ tra i pedoni e i veicoli.
2.3. Le vie permanenti situate all’esterno nelle zone edificate vanno parimenti segnalate, nella misura in cui cio’ si renda necessario, a meno che non siano provviste di barriere o di una pavimentazione appropriate.

L’efficaccia della segnaletica non deve essere compromessa, evitare quindi di disporre un numero eccessivo di cartelli troppo vicini gli uni gli altri. I segnali devono essere regorlamente puliti, controllati e se necessario sostituiti, affinchè conservino le loro proprietà intrinseche. Il numero e l’ubicazione dei mezzi o dei dispositivi segnaletici da sistemare è in funzione dell’entità dei rischi, dei pericoli o delle dimensioni dell’aere da coprire.
I cartelli devono essere costituiti di materiali il più possibili resistenti agli urti, alle intemperie ed alle aggressioni dei fattori ambientali. Le dimensioni dei cartelli devono essere tali da garantire una buona visibilità e comprensione, si raccomanda di osservare la seguente formula: S≥L2/2000. Ove S rappresenta la superficie del cartello espressa m2 ed L è la distanza misurata in metri, alla quale il cartello deve essere ancora riconoscibile. La formula è applicabile fino ad una distanza di circa 50 metri. I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un’altezza e in una posizione appropriata rispetto all’angolo visuale, all’ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico ovvero nelle immediate adiacenza di un rischio specifico o dell’oggetto che s’intende segnalare e in un posto ben illuminato e facilmente accassibile e visibile.
Il cartello va rimosso quando non sussiste più la situazione che ne giustifica la presenza.

 
DISTANZA DI LETTURA DEI NOSTRI SEGNALI ANTINFORTUNISTICI
Triangolo
segnali di
pericolo
Formato cartello (cm) Lato simbolo (cm) Distanza max di lettura (m)
18×12 – 12×12 10,2 3
30×20 – 20×20 17 5
50×35 – 35×35 30,3 8,9
70×50 – 50×50 43,4 12,8
Quadrato
segnali di emergenza,
antnicendio, salvataggio,
informazione
Formato cartello (cm) Lato simbolo (cm) Distanza max di lettura (m)
18×12 – 12×12 10,2 4,6
30×20 – 20×20 17 7,6
50×35 – 35×35 29,7 13,3
70×50 – 50×50 43 19,2
Cerchio
segnali di emergenza,
antnicendio, salvataggio,
informazione
Formato cartello (cm) Lato simbolo (cm) Distanza max di lettura (m)
18×12 – 12×12 9,6 3,8
30×20 – 20×20 16 6,3
50×35 – 35×35 28 11,1
70×50 – 50×50 40 15,9

Materiali di cui sono fabbricati i cartelli:

ALLUMINIO:lastra bianca di alluminio primario, spessore 0,5 mm,vernice poliuretanica tinta ral 9010 e trasparente protettivo sul retro.

POLIPROPILENE ALVEOLARE O PRESSATO: fogli estrusi in copolimero di polipropilene antiurto che garantiscono un’ottima resa meccanica e termica tra – 28° e + 70° C. Totale insensibilitàall’acqua e all’umidità in generale, totalmente atossico e inodore; ha un’eccezionale resistenza allo strappo, alla graffatura e alla piega multipla.

ADESIVO: fogli in PVC monomerico calandrato, plastificato e con adesivo acrilico caratterizzato da un’alta forza di adesione accoppiato a carta siliconata. Temepratura di esercizio – 10° e + 60° C. Temperatura minima di applicazione 10° C.

LUMINESCENTE: i prodotti luminescenti, sia in adesivo che in alluminio sono conformi alle norma DIN 67510.

RIFRANGENTE: pellicola retroflettente classe 1 (7 anni) e classe 2 alta intensità (10 anni).

CARATTERISTICHE GENERALI: tutti i prodotti sono idonei per l’applicazione esterna ed hanno una buona resistenza agli agenti atmosferici, tranne i supporti e i cartelli luminescenti.

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